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Note sul libro "Filosofia ambientale"

1a ristampa - aprile 2005, nuovo formato 14x21 cm, € 11

 

Luglio-Agosto 2009

Il libro "Filosofia Ambientale" si può, ora, ascoltare in .mp3

Clicca sul capitolo per ascoltarlo

 

00 Introduzione
01 Le radici storiche
02 La presa di coscienza ambientale
03 Antropocentrismo
04 Le posizioni biocentriche individualistiche
05 Le posizioni biocentriche olistiche
06 Ecologia profonda
07 Una classificazione delle idee

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chi avesse difficoltà a reperirlo scriva a filosofia-ambientale@libero.it

 

FILOSOFIA AMBIENTALE
Piergiacomo Pagano
Mattioli 1885 Editore, 2002
1a ristampa aprile 2005, € 11,
nuovo formato 14x21 cm

collana: explora
ISBN 88-89397-33-0


Il libro, per il suo carattere sintetico, divulgativo e di mini-compendio, oltre ad essere indicato a tutti, viene anche consigliato agli studenti dagli insegnati di diverse discipline, quali le scienze naturali, ambientali, economiche ed etiche.

Ad esempio nel corso di "Etica ambientale" della Facoltà di Filosofia dell'Università di Studi di Roma "La Sapienza", vedi
http://www.filosofia.uniroma1.it/didattica/2003-2004/corsi/Armandi_92_2.asp

e nel corso di "Etica ambientale" della Facoltà di Filosofia dell'Università di Pisa, vedi
http://www.cisp.unipi.it/laureapace/programmi0304/eticambientale.html 

 

Presentazione:

Nel mondo nordico e anglosassone la “filosofia ambientale” è una materia di studio specifica. In Italia è ancora poco conosciuta.

Questo libro è nato allo scopo di divulgarla in modo semplice e leggibile da chiunque.

Attraverso una carrellata delle diverse posizioni filosofiche ambientali ne propone una semplice classificazione.

 


Qui potete leggere alcuni brani estratti dal libro FILOSOFIA AMBIENTALE.

Le vignette di questa pagina, 
non presenti nel libro, 
sono di Francesca Pazzaglia

Dalla IV copertina

Possiamo fare della natura quello che vogliamo oppure dobbiamo rispettarla perché il suo valore è indipendente da noi? Opinioni diverse condizionano il nostro modo di rapportarci con la natura e incidono profondamente sul futuro del nostro pianeta. Rispetto, responsabilità, diritti, conservazione, sostenibilità ne rappresentano la sintesi.

 


Dall’INTRODUZIONE

Nei prossimi decenni l’uomo modificherà l’intero pianeta relegando la natura selvaggia ad un ruolo sempre più marginale. La popolazione continuerà ad espandersi, l’inquinamento si allargherà agli ecosistemi incontaminati, gli animali e le piante selvatiche indietreggeranno fino a frammentarsi e scomparire. Ma è veramente necessario mantenere la natura selvaggia intatta? Non sarebbe meglio un mondo più a misura d'uomo, ad esempio privo di zanzare, come auspica John Passmore? ... 

 

Insomma, il nostro comportamento nei confronti della natura si ripercuoterà nelle società future, a noi rimane il difficile compito di gettarne le fondamenta. A riguardo, gli ecologi, e i naturalisti in genere, dovrebbero essere le persone più quotate nell’indirizzare le scelte politiche, proprio perché conoscono meglio le interrelazioni naturali. Tuttavia il problema ambientale è un problema filosofico, prima che scientifico. ...

 


Dal Capitolo 1: LE RADICI STORICHE

... La ricerca di regole indiscutibili su cui poggiare il ragionamento razionale portò il filosofo francese Cartesio (René Descartes, 1596-1650) a lasciare un’impronta indelebile nella storia del pensiero occidentale. ...

 

Cartesio pensò che la sensibilità fosse prerogativa dell’uomo, l’unico dotato di linguaggio e quindi l’unico in grado di pensare, di provare sensazioni e dolore. Gli animali, al contrario, erano semplici oggetti, macchine prive di sensibilità e coscienza, su cui era lecito compiere ogni tipo di esperimento. ...
L’allargamento dell’etica agli animali trovò nel pensiero di Jeremy Bentham (1789-1832) una base razionale forte. Il filosofo inglese sviluppò un’etica utilitaristica basata su un semplice enunciato: sofferenza è male, piacere è bene; il così detto «principio di massima felicità». ...

Nel frattempo il pensiero filosofico a sostegno dell’ambiente percorreva un’altra direzione. Inizialmente, anche se l’uomo occidentale stava compiendo dei veri e propri scempi ambientali, pochi studiosi ritennero importante levare la voce a difesa di un concetto etico che abbracciasse la natura nel suo complesso. ...

 


Dal Capitolo 2: LA PRESA DI COSCIENZA AMBIENTALE

... verso la fine dell’Ottocento negli Stati Uniti venne elaborato il principio di «conservazione della natura» che si proponeva di limitare gli scempi dell’uomo bianco nel nuovo continente. ...

 

A partire dagli anni 1950 la presa di coscienza ambientale si fece ben più concreta. Fu allora che nacque quella che potremmo definire la vera filosofia ambientale ... videro la luce i primi movimenti ambientalisti: il WWF nel 1961, Greenpeace nel 1969, Earthforce nel 1977, Earth First! nel 1979. In Italia, Lega Ambiente nacque nel 1980. Di seguito si tennero numerosi congressi e conferenze, aprirono nuove Società e vennero pubblicate nuove riviste di settore tra le quali: Environmental Ethics, Ecophilosophy, The Deep Ecologist e Between the Species. ...

Allargando il ragionamento, Leopold pensò che se la specie umana avesse riconosciuto il suo ruolo di parte integrante delle comunità ecologiche, avrebbe dovuto automaticamente riconoscere i diritti della natura. ...

In ultima analisi l’uomo doveva adoprarsi per un «funzionamento salubre» del meccanismo biotico secondo il criterio per cui: « E’ giusto ciò che tende a mantenere l'integrità, la stabilità e la bellezza della comunità biotica; è sbagliato ciò che ha una tendenza diversa.» ...

 


Dal Capitolo 3: ANTROPOCENTRISMO

... Questo vedere l’uomo come arbitro di ciò che è buono e di ciò che non lo è, caratterizza tutte le argomentazioni antropocentriche, forti o deboli che siano. Non importa se al mondo c’è qualcuno o qualche cosa che può avere degli interessi, possa prosperare o deperire. E’ l’uomo che decide sempre come deve comportarsi. 

Il fatto poi che senta la necessità di cambiare il suo atteggiamento nei confronti della natura è una questione prettamente utilitaristica. ...

 


Dal Capitolo 4: LE POSIZIONI BIOCENTRICHE INDIVIDUALISTICHE

... è sufficiente una «saggia amministrazione» per risolvere i problemi ambientali o è necessario fare qualche cosa di più? Inoltre, anche ammettendo di riuscire a superare la crisi ecologica attuale, è lecito il comportamento antropocentrico dal punto di vista etico? L’uomo che si comporta in modo saggio può disporre della natura come crede oppure esistono dei valori che lo trascendono e che deve rispettare? A riguardo, le posizioni biocentriche hanno una risposta in comune: tutte ritengono inadeguato qualsiasi tipo di antropocentrismo, anche quello debole, e sostengono che la natura è dotata di un «valore intrinseco» indipendente dall’uomo. Al di là di questo, però, le posizioni biocentriche sono così variegate che le somiglianze finiscono qui. ...

 


Dal Capitolo 6: ECOLOGIA PROFONDA

... Fatta risalire al norvegese Peter Zapffe e alla sua biosofia del 1941 e ad altri norvegesi tra cui l’attivista Sigmund Kvaloy (con la sua ecofilosofia del 1974) e, principalmente, Arne Naess, la deep ecology affonda le sue radici nella ricerca dello spirito nelle cose. ...

 

Nel 1973 il filosofo Arne Naess introdusse l’espressione «ecologia profonda» (deep ecology) . ... Nell’ambito della filosofia ambientale l’ecologia profonda propone qualcosa di diverso tanto da essere classificata ad un livello intermedio tra antropocentrismo e biocentrismo, una sorta di ecocentrismo o di antropocentrismo-critico ...

La società moderna porta l’uomo a concentrarsi solo al lato esteriore delle cose, il suo materialismo esasperato gli ha tolto la capacità di vivere la sua parte spirituale. Ecco allora che, per tornare a capire quali sono i valori reali delle cose, gli ecologisti profondi sono convinti che l’uomo debba prendere esempio dai propri antenati e dai popoli meno progrediti. Ovviamente non si tratta di tornare indietro e vivere in una nuova società primitiva, tuttavia è importante riportare l’uomo verso il giusto processo di maturazione naturale attraverso la rimozione delle forzature del sistema educativo e i modelli culturali egocentrici dei mass media. ...

 


Dal Capitolo 7: UNA CLASSIFICAZIONE DELLE IDEE

... Siccome lo scopo del libro è quello di fornire un orientamento generale, in questo capitolo conclusivo ne faremo una sintesi proponendo una classificazione e individuando quegli argomenti che distinguono le diverse posizioni filosofiche ambientali. ...

 

Esistono però altre posizioni antropocentriche che, seppur consapevoli dell’esistenza di una crisi ecologica, non considerano di primario interesse il rapporto uomo/natura ma ritengono che la crisi ambientale derivi direttamente da squilibri nella stessa società umana. ... la teoria della «Navetta Spaziale» ... la teoria della «scialuppa di salvataggio» ... la «ecologia sociale» ...

Il concetto di sostenibilità merita una riflessione a parte, sia perché rappresenta l’evoluzione più illuminata e moderna di gestione ambientale, sia perché potrebbe essere, se venissero riconosciuti dei diritti propri della natura, un passo decisivo verso la via della conciliazione tra antropocentrismo e biocentrismo.

Volendo essere cinici potremmo affermare che la sostenibilità è un obbligo (se vogliamo che le prossime generazioni non siano penalizzate) e non una scelta (un riconoscimento alla natura di un proprio valore). Inoltre è la via che meno ci impegna nei confronti della natura. ...

Tuttavia il processo di maturazione verso un vero riconoscimento di diritti propri della natura può trovare nella sostenibilità un valido supporto in quanto lascia spazio alle iniziative volte alla «preservazione» dell’ambiente selvaggio. ...

Ancora una volta è importante sottolineare che il biocentrismo non è contro il genere umano e nessuna tesi che si oppone all’antropocentrismo presente in questo libro è misantropa. Il fatto di volere fortemente che gli esseri viventi (individui e comunità) non vengano bistrattati, non significa essere contrari al bene della nostra specie. Anzi vuol dire comprendere che il benessere nostro passa attraverso il benessere di tutta la comunità biotica. E se vogliamo, giustamente, realizzare le nostre potenzialità dobbiamo lasciare liberi gli altri esseri di realizzare le loro.

 


Indice del libro

INTRODUZIONE
1. Una semplice classificazione
2. Una traccia

Capitolo 1: LE RADICI STORICHE
1. Preistoria e prime civiltà
2. I primi filosofi moderni
3. Dall’utilitarismo di Bentham alle prime leggi in difesa degli animali
4. Verso una etica olistica

Capitolo 2: LA PRESA DI COSCIENZA AMBIENTALE
1. Due linee in contrapposizione: ambientalismo e diritti animali
2. Il principio di conservazione della natura
3. L’etica della terra
4. L’allarme pesticidi
5. Cristianesimo e ambiente
6. L’orientalizzazione dell’ambientalismo occidentale
7. Il New Age
8. L’ipotesi Gaia
9. Le prime questioni legali
10. Il caso TVA vs. Hill

Capitolo 3: ANTROPOCENTRISMO
1. Antropocentrismo
2. Antropocentrismo forte
3. Antropocentrismo debole

Capitolo 4: LE POSIZIONI BIOCENTRICHE INDIVIDUALISTICHE
1. Allargamento dell’etica
2. La «liberazione animale» di Peter Singer
3. I «diritti animali» di Tom Regan
4. Il «principio di vita» di Kenneth E. Goodpaster
5. Il «rispetto per la natura» di Paul W. Taylor

Capitolo 5: LE POSIZIONI BIOCENTRICHE OLISTICHE
1. L’etica della terra
2. L’«etica del valore» di Holmes Rolston III

Capitolo 6: ECOLOGIA PROFONDA
1. L’ecosofia T di Arne Naess
2. Gli otto punti della piattaforma del movimento dell’ecologia profonda
3. L’ecologia profonda

Capitolo 7: UNA CLASSIFICAZIONE DELLE IDEE
1. Antropocentrismo, critica all’antropocentrismo, biocentrismo
2. Crisi ambientale e rapporti umani
3. Antropocentrismo debole
4. Sostenibilità
5. Critica all’antropocentrismo e biocentrismo
6. Conclusione


RECENSIONI del libro "Filosofia Ambientale"


Leggo d'un fiato

recensione di Davide Giusti, su "La voce in capitolo", dicembre 2002

Leggo d'un fiato il libro di Piergiacamo Pagano, Filosofia Ambientale. Vorrei dirne innanzitutto l'utilità. Per cosa? Innanzitutto come compendio di una serie di pensieri sugli animali e sulla natura del nostro pianeta. L'uomo, dando prova di non comune profondità di pensiero, ha sempre pensato di essere senz'altro al centro dell'universo. Questo atteggiamento lo apparenta perfettamente alla maggior parte dei bambini di tre anni. Avendo poi giustamente stabilito che ogni cosa fosse fatta espressamente per lui e i suoi, ha conseguentemente ritenuto di potersene servire senza star troppo a rimuginare sugli effetti avvertibili appena un po' più in là. Ancorché devastanti. Storicamente un po' più in là c'è il vicino, lo straniero, l'uomo negro, che son come bestie e non hanno l'anima. E le bestie, ovvio, che più bestie di così.. 

Non tutte le riflessioni contenute nel libro mi sembrano pienamente condivisibili né la potenza di pensiero messa in campo dagli autori delle medesime mi pare trascendentale. Ma anche un ottuso riduzionista, come il sottoscritto, è in grado di rilevare qualche spunto del massimo interesse quasi in ciascuna. Nonché un'urgenza, quella sì etica e dunque non riducibile a un pensierino o ad una azioncina. E a me sembra che di questa urgenza ci sia un gran bisogno.

Davide Giusti


Recensione tratta dalla rivista “Naturalmente”

vedi originale in .pdf

anno 15, numero 4, dicembre 2002, p. 82-3

di Francesca Civile

L'interessante e maneggevole testo di P. G. Pagano sulla filosofia ambientale, cioè su ciò che, nella storia del pensiero filosofico, è stato pensato e detto, implicitamente o esplicitamente, a proposito del rapporto dell'essere umano con l'ambiente che lo circonda, e in particolare con gli altri esseri che in questo ambiente convivono con esso, ricostruisce, con un linguaggio semplice e con una ricca bibliografia, gli aspetti più propriamente teoretici di una tematica oggi molto presente, ma perlopiù in forme un po' confuse e irriflesse, negli interessi, le curiosità e l'impegno di giovani e meno giovani, di scienziati e di semplici cittadini.
Con la sua trattazione sistematica, e utilizzando anche utili schemi e tabelle di riepilogo, il libro di Pagano ci consente di connettere i termini del problema "filosofia ambientale" con le sue connotazioni storiche.
Si parte dalla filosofia dell'antica Grecia, si sottolinea uno stacco netto, che coincide con la prima diffusione del Cristianesimo, e con l'ipotesi che l'uomo fosse, per volere divino, il padrone della natura; si arriva, attraverso controversie e scissioni anche all'interno del pensiero cristiano, e in generale delle filosofie, all'Illuminismo, che inizia ad elaborare teorie sempre più sofisticate sul tema del diritto e dei diritti. E qui le cose iniziano decisamente a complicarsi, introducendo nella problematica dominante dei "diritti dell'uomo" anche alcuni principi di difesa dell'ambiente e degli esseri viventi che, dal piano della astratta discussione filosofica, spesso si cominciano a tradurre in forme legislative di tutela (del paesaggio, di alcune specie animali, della natura in genere), specie nel contesto del
Nordamerica e del Nord Europa, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento.
Ovviamente la maggior parte del libro (6 capitoli su 7) è dedicata a queste complicazioni e articolazioni p)ù recenti del pensiero ambientalista.
P. G. Pagano defInisce tali complicazioni "presa di coscienza ambientale".
Il primo oggetto di analisi e di critica è l'antropocentrismo di derivazione greca e cristiana, poi rafforzato dalla "filosofia" della rivoluzione industriale, per la quale anche le persone diventano potenziali strumenti del profitto. Tuttavia, anche all'interno di un antropocentrismo generico, l'Autore distingue un paio di posizioni: un "antropocentrismo forte" e uno "debole"; ovviamente la possibilità di interloquire con le filosofie ambientaliste è maggiore per il secondo.
Si avvia quindi il discorso sulle posizioni biocentriche, che Pagano suddivide in due linee fondamentali: un biocentrismo individualistico e uno olistico.
Le parole hanno un significato. "Biocentrismo" significa "centralità della vita", in qualsiasi forma essa si presenti.
"Biocentrismo individualistico" indica, dunque, quella corrente di pensiero secondo la quale ogni singolo essere vivente va tutelato:
a) in quanto essere vivente
b) in quanto capace di soffrire
c) in quanto capace di sensazioni.
Le posizioni dei gruppi "animalisti" si collocano in buona parte in questa linea.
"Biocentrismo olistico", invece, è quella posizione che considera la realtà naturale come un tutto, costituito, piuttosto che dalla somma dei singoli esseri viventi, dal sistema di relazioni che li connettono con l'ecosistema nel suo complesso, inclusi gli aspetti apparentemente più distanti dalla vita, intesa in senso antropocentrico. E' questo contesto che va tutelato nel suo complesso, anche, al limite, sacrificando singoli individui. (Si può pensare ai numerosi casi in cui misure di protezione di determinate specie, cervi o elefanti ad es., hanno avuto conseguenze potenzialmente distruttive per l'ambiente vegetale, e dunque per altre specie animali).
L'autore, pur tenendosi accuratamente lontano da prese di posizione eccessivamente personali e polemiche, dato che il suo obiettivo è, in primo luogo, produrre un chiarimento teorico, mostra tuttavia alcune inclinazioni della propria riflessione; ad esempio, insiste sulla differenza tra i concetti di "conservazione" dell' ambiente - che implica un intervento umano, sia pure di difesa della natura, e ha come sfondo una finalizzazione umana degli interventi, tesi a garantire l'uso, o anche il semplice godimento estetico della natura e di "preservazione", che sottintende la rinuncia a intervenire, sulla base di un rispetto totale, per l'equilibrio che la "natura selvaggia" si dà da sé sola. E' abbastanza chiara una sua propensione per quest'ultima posizione, anche se forse ci si potrebbe chiedere se esistano ancora situazioni di "natura selvaggia", assolutamente non condizionate dalla presenza e dall'attività umana in tutto il pianeta.
Infine l'autore introduce la categoria più nuova, e apparentemente per lui più convincente: l'ecologia profonda, con i suoi correlati concettuali e filosofici, dal bioregionalismo (consolidamento di un rapporto privilegiato di radicamento di ciascuno con il luogo specifico in cui vive), alla cultura dei cosiddetti. Indiani d'America, ad alcuni aspetti della nonviolenza gandhiana. L'ecologia profonda vuole essere una concezione complessiva dell'uomo e del suo rapporto col mondo, fondata sul pensiero di autori, soprattutto scandinavi, che insistono sulla necessità di una sorta di autoriforma morale di ciascun individuo, presupposto di una sorta di rifondazione di civiltà che include la natura,come gli uomini e tende alla "autorealizzazione di tutti gli esseri, umani e non umani" (p. 90); a questo proposito P. G. Pagano parla di una sorta di "egualitarismo biocentrico" come punto di arrivo della tensione etica che anima l'ecologia profonda. Egli sottolinea il fatto che questo sistema di valori abbia cominciato ad affacciarsi e ad esercitare un notevole fascino concettuale verso la fine degli anni '60, contemporaneamente al trionfo del consumismo e al contemporaneo risvegliarsi di atteggiamenti politici, sociali e culturali di allarme e di critica nei confronti del consumismo stesso e dei suoi possibili esiti. L'ecologia profonda respinge sia il versante trionfalistico del capitalismo sia le posizioni di sinistra che, comunque, all' epoca accettavano la centtalità della fabbrica e della città operaia come luogo della lotta di classe, e dunque anche del progresso possibile. Ma le interazioni con le problematiche storiche ed economiche dei decenni successivi non finiscono qui: la crisi petrolifera dei primi anni '70 conferma, nei fatti, alcune previsioni e avvertimenti già presenti in questo filone della riflessione ambientalista: la limitatezza delle risorse, l'eccessiva pressione demografica sul pianeta, l'insostenibilità -termine più recentemente diventato molto comune anche nel linguaggio dell' economia in senso sttetto- dello sviluppo come si è realizzato almeno dalla rivoluzione industriale in poi. Anche la revisione dei fattori puramente quantitativi sulla cui base veniva calcolata la ricchezza dei pàesi e dei gruppi sociali, il PIL punto e basta, negli ultimi anni al centro dell'attenzione, non solo da parte ambientalista, troverebbe le proprie radici teoriche -in particolare la rivalutazione dei fattori qualitativi e la ricerca di indicatori più sensibili del benessere rispetto al PIL- proprio nell'ambito della "deep Ecology", qualche decennio prima di conoscere l'attuale successo.
Anche a proposito della scienza la posizione dell' ecologia profonda è articolata: la conoscenza scientifica è apprezzata come potente strumento di conoscenza della realtà naturale, e quindi come percorso razionale verso un rapporto sempre più consapevole e ricco con l'ambiente; ma si diffida del versante della scienza come strumento di potere e di trasformazione della natura in funzione dei bisogni esclusivamente umani. Il capitolo conclusivo riepiloga le posizioni esaminate in precedenza e sottolinea la centralità del pensiero ambientalista rispetto ad alcune delle principali problematiche del mondo attuale, in particolare quelle connesse alla sostenibilità dello sviluppo -di quale sviluppo? a quali prezzi?- e ai vari aspetti della crisi ambientale che ormai, anche al di fuori dell' ambito strettamente ecologista, sono innegabili, e rischiano perfino di produrre reazioni di catastrofismo poco strutturato concettualmente, e abbastanza irrazionale.

La redazione di NATURALMENTE è particolarmente lieta di presentare questo utile strumento, prodotto da un nostro collaboratore prezioso, che nel recente passato ce ne ha anche fornito alcune generose anticipazioni con i suoi articoli. Nel ringraziarlo auguriamo -a lui e a noi- che continui nel lavoro impervio di fornire strumenti di lettura praticabili su una situazione ambientale assai complessa, sulla quale le singole discipline specialistiche, dalla geologia, alla biologia... all'economia, e le stesse associazioni ambientaliste, ci forniscono, per ora, informazioni e spunti preziosi, ma per lo più unilaterali.

Francesca Civile


NOTE su “FILOSOFIA AMBIENTALE” 

di PIERGIACOMO PAGANO

di Guido Dalla Casa

Se si tiene conto che le schematizzazioni sono sempre riduttive, ma necessarie per facilitare la comprensione, cosa evidenziata anche dall’Autore, si può certamente affermare che il libro è un compendio completo ed esauriente delle posizioni in materia di filosofie di base sulla questione ecologica: oltre che essere chiaro e di piacevole lettura, è utilissimo per mettere ordine nella materia e per far comprendere a qualche lettore molte posizioni di pensiero, o visioni del mondo, di cui magari non sospettava neppure l’esistenza.
Infatti la lettura del libro è vivamente consigliabile non solo a chi si interessa del problema, ma anche a chi non si è mai chiesto quale sia la sua posizione filosofica nei riguardi dell’ecologia. Perlomeno si renderà conto che si trova comunque in una situazione particolare di pensiero: le sue idee gli sembravano automaticamente “ovvie” solo perché le ha respirate fin dalla nascita e non ne conosceva altre.

Considerazioni aggiuntive.

Cosa può fare in pratica chi non si riconosce nella posizione dominante della cultura in cui è nato? Diffondere il più possibile idee diverse, o perlomeno rendere evidente che esistono. Attraverso scritti, incontri, colloqui, siti Internet, e così via. Rifuggendo possibilmente da manifestazioni plateali e dal vedere il problema come contrapposizione o “lotta”.
E’ evidente che il pensiero di base della cultura occidentale, che si sta diffondendo in tutto il mondo, è fortemente antropocentrico; un segno di speranza per chi la pensa diversamente è dato dal fatto che si sta spostando da un “antropocentrismo forte” a un “antropocentrismo debole”.
Le moltitudini, le maggioranze per loro natura seguono l’onda della cultura in cui si trovano e quindi adottano - spesso inconsapevolmente - l’antropocentrismo.

L’influenza della religione sul pensiero di fondo di una cultura è maggiore di quanto si crede: non a caso gran parte dei discorsi che si fanno oggi sulle “altre religioni” riguardano l’Islam e il giudaismo, che in pratica non differiscono, sul piano filosofico, dal Cristianesimo, che sarebbe meglio chiamare tradizione giudaico-cristiana. Posizioni diverse da quella antropocentrica occidentale (di solito forte) si potevano trovare in alcune filosofie orientali (Buddhismo, Jainismo, Taoismo) e in molte tradizioni animiste, soprattutto dei nativi del continente americano.
A questo riguardo l’Occidente potrebbe modificare il suo pensiero - il che di solito avviene in tempi lunghi - se venisse riconosciuta l’origine indiano-buddhista, e non giudaica, dell’insegnamento di Cristo.
La parte più “laica” - anch’essa in realtà influenzata dal sottofondo “religioso”- potrebbe recepire finalmente l’Unità della Vita, che è stata la vera novità dell’evoluzione biologica, vista finora in gran parte come “lotta per la vita e sopravvivenza del più adatto”, che era soltanto un dettaglio utile alla civiltà industriale, soprattutto nell’Inghilterra dell’Ottocento.

Guido Dalla Casa, dicembre 2002

Dove si può acquistare il libro di filosofia ambientale?

Il libro si può acquistare in internet nel sito dell'editore (http://www.mattioli1885.com) o nelle tante librerie virtuali come http://www.internetbookshop.it oppure http://www.guida.it

nelle seguenti librerie (in ordine alfabetico per città):

Bari Libreria del Policlinico Via Ennio n°10/b tel. 080/5423314 
Bari Medical Book P.zza Giulio Cesare n°5 tel. 080/5425428 
Bologna Castellucci S.n.c. Via Belmeloro n°5/a 40126 tel. 051/238238
Bologna Libreria Bonomo Via Zamboni n°26/a 40126 Bologna tel. 051/221510
Bologna Libreria Martina Largo Respighi n°6 40126 Bologna tel. 051/223823
Bologna Libreria Universitaria Tinarelli Via Belmeloro n°1/b 40126 Bologna tel. 051/235939
Bologna Nautilus s.r.l. Via de Castagnoli n°12/a 40126 Bologna tel. 051/222649
Cagliari Libreria Universitaria di Bonilli Via Ospedale n°37 tel. 070/659553 
Firenze Libreria Morgani Via Morgagni n°37/r tel. 055/4377375
Milano Fogliazza Libreria Medico Scientifica Via Della Commenda n°25 20122 Milano tel. 02/54100799
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Milano Libreria Ulrico Hoepli Via Hoepli n°5 20121 Milano tel 02/864871
Milano Librerie Egea Via Sarfatti n°25 20136 Milano tel. 02/58362029
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Roma Gemelli Libri Largo Agostino Gemelli n°8 tel. 06/3053100 
Roma Libreria Biomedica Internazionale Viale Regina Margherita n°300 tel. 06/44230058 
Torino Libreria Cortina C.so Marconi n° 34/a tel. 011/6507074
Torino Libreria Minerva Medica C.so Bramante n°83/85 tel. 011/678282 

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