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Mini reportage sui ghiri dall'appennino emiliano (2013)

Foto e testi di Piergiacomo Pagano

 

N.B.: Le foto sono coperte da copyright, 
in questa pagina sono in formato ridotto. 
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GHIRI - La saga dei Vladimiri, ovvero la strana vicenda dei ghiri bagnati ... e fortunati ... che leggono

Questa è la storia di 3 (o 4?) ghiri dell'appennino emiliano in cui mi sono abbattuto la scorsa estate (2012).

Ghiro 1 - Vladimiro

E' sera. Siamo intorno alla fine di agosto 2012. Prima di andare a dormire mi reco nel bagno di casa mia, sull'appennino bolognese. Sento uno strano rumore provenire dalla tazza del bagno di piano terra. Mi avvicino e rimango sbalordito. Qualcosa si sta muovendo nell'acqua. Sembra un topo, anzi un ratto dalle grosse dimensioni. Si sta muovendo all'impazzata come se stesse annegando. Mi viene un colpo. Non so che fare. Il primo istinto è quello di tirare l'acqua e vederlo sparire tra i flutti. Poverino, forse morirebbe annegato. Mi viene un'idea. Prendo coraggio e vado a cercare la molla con la quale sposto i tronchetti di legna del caminetto. Cerco un contenitore. Tiro fuori l'animale che è stanco e frastornato. Lo metto nel contenitore di plastica che ho recuperato dalla cantina. Mi chiedo cosa posso dargli perché si riprenda dallo choc. In casa ho una pesca. "Bene", mi dico, ha zuccheri e acqua. Perfetto, l'animale apprezza (Foto 1). "Che fare ora?" Mi chiedo. "Lo lascio andare?" Non me la sento. Ora che l'ho salvato mi merito qualche foto e poi voglio la conferma che si sia ripreso. Vado a dormire.

Foto 1 Foto 2

La mattina mi sveglio presto. Incuriosito corro a vedere come sta il mio ospite. Ora voglio capire cos'è o, meglio, chi è. Lo trovo quasi asciutto. Prendo un contenitore più grande con acqua e viveri e lo trasferisco. "Gli farò qualche foto e poi lo libererò" (Foto 2). Lo guardo.

Foto 3 Video 1

Ora è chiaro. Si tratta di un ghiro (Glis glis). Lo chiamo Vladimiro (giusto per fare la rima). Lo libero e questo scappa. Come Spiderman si arrampica prima su questo muro (Foto 3, Video 1) e poi su un albero che sale fino al tetto. Poi sparisce fra le tegole.

Contentissimo della esperienza la sera vado a letto, ma ecco che dal sottotetto sento un sacco di rumori. Come ci fosse un via vai di operai che spostano le tegole. Faccio fatica a dormire. Nella soffitta sembra ci sia un "rave".

Ghiro 2 - Vladimiro II°

Passa meno di una settimana finché non sento rovistare dentro a un muro. Sono a piano terra e dopo qualche minuto sento uno sciacquettio proveniente dal bagno. Non ci credo. Torno a vedere e ritrovo un esserino che si dibatte nell'acqua. "Caspita ... sto cretino c'è ricascato" dico fra me e me. Si ripete la storia. Tiro fuori l'animaletto e lo metto in una scatolina (Foto 4). E' tutto bagnato. Mi sembra diverso dal primo ghiro. Aspetto che si asciughi. Sì, è molto diverso. E' più piccolino e ha una coda molto più lunga. Quando dorme si appallottola che è un amore (Foto 5 e 6).

Foto 4 Foto 5
Foto 6 Foto 7

Lo lascio libero, stavolta tra il verde. Prima sale su una jucca (Foto 7 e video 2) poi si arrampica su una quercia dove mi guarda (Foto 8 e video 3) poi si dilegua tra gli alberi.

Foto 8 Foto 9
Video 2 Video 3
Ghiro 3 - Vladimiro III°

Passa ancora qualche giorno di tranquillità. Le notti no. Ovvero di notte si sta abbastanza tranquilli, ma è verso l'alba (le cinque-sei) che i rumori dalla soffitta si fanno davvero fastidiosi. Mi svegliano. ...Sti benedetti ghiri!

Passano un altro paio di giorni ed ecco che dalla tazza del bagno di piano terra rispunta un altro musetto. No, ancora? Tiro fuori l'animaletto e mi accorgo che è un terzo ghiro (Foto 10 e 11). Lo chiamo Vladimiro Terzo. Dev'essere un intellettuale, questo qui ... sembra stia leggendo. Forse legge per davvero. Già che ci sono gli infilo un paio di occhiali da lettura (Foto 10a).

 


Foto 10

Foto 10a

Foto 11
   

 Inizio a pensare che, invece di liberarlo, potrei cucinarlo e farci una bella leccornia. Mi ricordavo, in effetti, che al museo di Monterenzio avevo visto un "glirarium" ovvero un vaso di terracotta (Foto 12) che gi antichi romani usavano per ingrassare i ghiri (Foto 13) e poi mangiarli.

Foto 12 Foto 13

Ci avere creduto? Dai, scherzavo! La storia del glirarium è vera ma io non mi permetterei mai di fare una cosa simile a dei begli animaletti così. E poi sono protetti. Fatto sta che l'ho fatto asciugare, l'ho rifocillato (Foto 14) ma stavolta ho deciso di liberarelo un po' distante da casa mia (circa un km) per evitare (forse) che ritornasse a fare tutto quel fracasso nella mia soffitta (Video 4).

Foto 14 Video 4
Ghiro 4

Ora non so se Vladimiro III° è tornato, fatto sta che nella mia soffitta c'è un andirivieni continuo. Se vado su mi capita spesso di vederli sgattaiolare via sui muri (Foto 15 Chi è costui? Forse Vladimiro IV).

Foto 15

 

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