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Reportage dalla Birmania (2012)
Burma - Myanmar

 

Foto e testi di Maria Elisa Di Pietro (e amici quando diversamente indicato)

 

Per saperne di più leggi l'articolo di Maria Elisa Di Pietro "La magia e l'eleganza della tenacia" pubblicato su "Noi Donne" di Luglio-Agosto 2012

 

N.B.: Le foto sono coperte da copyright, 
in questa pagina sono in formato ridotto. 
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Fontane, Inthein, Lago Inle (MYANMAR), 24-01-2012
Postazioni pubbliche di acqua potabile. Le risorse idriche sono abbondanti, ma l’attuale uso rappresenta solo il 5% del potenziale, con problemi di distribuzione. Il 90% è destinato all’agricoltura. L’accesso ad acqua potabile e servizi igienici è molto limitato: copre soltanto il fabbisogno del 4% della popolazione.
 
Cibo, cani e taxi
 

Lago Inle, 24-01-2012 Tagliatelle...birmane!

 

Phaung Daw Oo Market, Lago Inle, 24-01-2012.
Per chi ama gli antipasti alla formica!
 

 

C'è da non crederci.

 

In Birmania...tutti i cani che ho incontrato allattavano in piedi...

 

e anche in cuccioli si alzano in piedi per succhiare! Lago Inle, Villaggio galleggiante, Myanmar, gennaio 2012.

Questi sono i taxi birmani!

 

Lago Inle

Lago Inle, 24-01-2012. E’ il lago naturale più vasto del paese, Riserva ornitologica protetta dal 1985. Cielo azzurro e acque limpide solcate dagli uccelli (aironi, cormorani, anatre selvatiche, egrette, uccelli canori di molte specie). E’ abitato dall’etnia Intha, tribù di pescatori che vivono in palafitte costruite sull’acqua, coltivano orti e giardini galleggianti. Famoso per la scenografica bellezza, le tecniche di pesca (usano grosse nasse da adagiare sul fondo, all’interno delle quali spingono i pesci battendo sulle acque) e coltivazione su giardini e orti galleggianti, formati da detriti, terra e giacinti d’acqua, che creano masse solide e fertili, fissate al fondo lacustre con pali di bambù, utilizzati per coltivare fiori di loto, verdura (fagiolini, pomodori, cavolfiori, cavoli, melanzane, aglio, cipolle, frutta (melone, papaya, banana).

 

Leg rower sul Lago Inle. 24-01-2012. I rematori scivolano sul lago con imbarcazioni strette e sottili, simili a canoe con fondo piatto e remano con una sola gamba: Il conducente (detto “leg rover”), sta in piedi a poppa reggendosi su una gamba, mentre con l’altra muove il remo a disposizione facendo forza con l’anca con un particolare movimento.

 

Mercato galleggiante, Lago Inle, 24-01-2012. Tutte le mattine le donne si recano a vendere e comprare al mercato galleggiante di turno (si tiene a rotazione, ogni 5 giorni del calendario buddista, nei vari villaggi del lago).

 

Palafitte

 


 

La thanaka è un impasto vegetale di legno macerato, dalla profumata fragranza, ottenuto dalla corteccia della palma di Toddy (Limonia acidissima), con proprietà schiarenti,

repellenti contro gli insetti e protettive dai raggi solari. E’ usata dalle donne per realizzare il trucco tradizionale: la stemperano sul viso e sul corpo, anche di neonate e bambine, tracciando decorazioni con le dita, sulle guance, sulla fronte e sul naso.

Snake Monastery, 26-01-2012.
Gigantesco pitone birmano (Python bivittatus, Pitone delle Rocce birmano), lungo 5 m, largo circa 30 cm, 118 anni), appartenente a una delle specie di serpenti più grandi del mondo. E’ custodito, omaggiato, lavato e nutrito con 50 Kg. di carne di pollo ogni 10 gg., ma è totalmente innocuo! Sullo sfondo, Maria Elisa, autrice di queste note, in azione! Foto di A. Scimonelli
 

Ananda Patho (1090-1105), Bagan, 21-01-2012.
Un giovanissimo novizio si appresta alla cerimonia accompagnato dai genitori. Tutti i ragazzi tra 5 e 15 anni affrontano l’iniziazione alla pubertà con un periodo in monastero come novizi. In seguito possono scegliere di dedicarsi alla vita monastica. In ogni caso, l’esperienza del ritiro in monastero è ripetuta una seconda volta da adulti per qualche tempo.

Kakku, 23-01-2012
Militare in servizio di guardia presso il sito. Dal 1958 il paese è governato da un sistema politico autoritario, caratterizzato da un forte isolamento e da un atteggiamento spiccatamente nazionalista, sotto il costante controllo delle gerarchie militari (cui è riservato il 25% dei seggi parlamentari) e tragicamente noto per le sanguinose repressioni operate su civili e religiosi.

Elefante bianco, Mindhamma Hill Park,Yangon, 26-01-2012. Gli elefanti bianchi o albini (non tutti completamente bianchi, ma con pelle rosata o grigiastra, belle ciglia, unghie e peli chiari) sono rari e difficili da catturare, perciಠsono un portafortuna e un simbolo di prosperità nei paesi asiatici. Tre esemplari, dall’aria triste e trascurata, sono ospitati sotto una pagoda all’aperto, con una zampa anteriore legata a una catena che consente solo di spostarsi avanti e indietro. I custodi sostengono che a turno,durante il giorno o la notte, vengono liberati nella giungla circostante.

Golden Rock, Kyaikhtiyo, 27-01-2012: In alcuni luoghi sacri, vicino alle immagini più importanti, spazi recintati vietano alle donne di entrare: sono considerate impure e non possono applicare foglie d’oro votive all’immagine di Buddha. In ambito religioso sono inferiori agli uomini: nascere femmina indica un merito religioso minore, si puಠraggiungere il nirvana solo se si è capaci di estinguere la femminilità , sviluppare un pensiero maschile e rinascere uomo!

Lavori stradali, Pindaya, 22-01-2012.IL lavoro forzato è costo zero, perciಠè diventata una pratica abituale. Per realizzare opere di interesse generale, come costruire o riparare strade, edificare o restaurare edifici pubblici e monumenti, il governo non assume operai, ma recluta famiglie della zona. Chi rifiuta, se ha coraggio e denaro, deve pagare multe altissime. Anche ragazzini, maschi e femmine (fin dagli 8 anni di età ) scavano nel fango o portano mattoni. Foto di Alessandro Giuseppetti.

Scuola Elementare, Kan Daw, Lago Inle, 25-01-2012. La situazione dell’infanzia è preoccupante: il tasso di abbandono dei minori è piuttosto alto, soprattutto nei villaggi in cui la fame non si dimentica nemmeno da adulti. Le adozioni nazionali sono poco garantiste e scarsamente sostenute dalle istituzioni, mentre quelle internazionali sono vietate. Associazioni e missionari promuovono forme di sostegno a distanza. Tuttavia il mercato illegale dell’infanzia è fiorente: i bambini dagli occhi a mandorla piacciono e sono molto quotati.

Villaggi Intha e Pa-oh, Lago Inle, 24 e 25-01-2012. L’abitazione tradizionale è la long house, capanna o palafitta in bambù, sostenuta in teak, spesso costruita sull’acqua, lunga fino a 5 metri. E’condivisa da diverse famiglie (fino a 5), in affannosa ricerca di privacy: il pasto è comunitario, lo spazio comune è dedicato ai giochi dei bambini, accuditi a turno da una sola madre, mentre le altre lavorano. La riservatezza delle coppie è affidata a pareti sottilissime intorno al letto, gli anziani riposano su amache davanti al fuoco.

Nyaung Shwe, Lago Inle, 25-01-2012. Le donne intrecciano gli orditi di bambù per costruire le stuoie e le pareti delle case.

Monastero Nga Phe Khiaung (monastero del gatto che salta), Lago Inle, 24-01-2012.
I gatti sono addestrati dai monaci a saltare attraverso il cerchio in cambio di offerte di cibo (pesciolini). Recentemente il Superiore ha proibito ai monaci queste attività , perchà© dedichino più tempo alla meditazione, quindi volontari adesso sono volontari laici ad offrire spettacoli quotidiani ai turisti.
 

Terra dell’Oro. La Birmania è sempre stata conosciuta come Terra dell’oro: tonnellate d’oro risplendono nelle pagode, all'interno sulle statue o all'esterno sulla cima. Migliaia di foglie votive in oro vengono offerte quotidianamente dai fedeli alle immagini sacre di Buddha.

Mahamuni Buddha, Mandalay, 17-01-21012. La statua in bronzo (I sec. d.C.), tra le più sacre del paese, è completamente ricoperta da strati di foglie d’oro votive, che in alcuni punti ne hanno deformato le fattezze aumentando lo spessore anche fino a 15 cm. I fedeli le applicano alla corrispondente parte del corpo che si desidera guarire. Nella maggior parte dei luoghi il rito puಠessere effettuato solo dagli uomini perchà© le donne sono considerate creature impure, fonti di tentazione che distraggono dalla vita ascetica.

Laboratorio di foglie d’oro, Mandalay, 17-01-21012: In tutto il paese esiste un’ottantina di laboratori. Il processo di lavorazione avviene interamente a mano: piccoli lingotti d’oro vengono battuti per ore ed ore, per ricavarne sottilissimi ed impalpabili strati da cui si ricavano le foglie. Il pesante processo di battitura è riservato agli uomini. Le donne confezionano le foglie.

 

Medicinali. La maggior parte dei birmani pratica la medicina tradizionale e negli ospedali paga le medicine, che spesso sono paccottiglia cinese. I medicinali occidentali sono difficilmente reperibili, spesso donati dai turisti e rivenduti sfusi nei mercati.

Rimedi popolari, Kyaikhtiyo 27-01-2012. La medicina tradizionale, offre pratiche riconosciute (erbe, massaggi, agopuntura), utili per curare alcuni disturbi comuni, ma coesiste pericolosamente con rimedi popolari, legati alla superstizione.

Tramonto all’U-bein Bridge, Amarapura (città dell’immortalità ). E’ il ponte pedonale in teak più lungo del mondo (1,20 km, 1060 tronchi, in minima parte sostituiti da blocchi di cemento). Costruito nel 1849, attraversa il Lago Taungthaman, si percorre a piedi o in bici, volendo si torna in barca.

Vista panoramica del sito archeologico dalla Shwe Sandaw Paya, Bagan, 19-01-2012. L’area di circa 40 km., lungo un’ansa del fiume Ayeyarwaddy, è disseminata di oltre 2000 pagode e templi in stili differenti, costruiti tra l’XI e il XIII sec. Gli edifici di pietra e mattoni si sono conservati grazie all’impegno dell’UNESCO, che fino al 2002 circa ne ha curato i restauri, ha abbandonato i lavori perchà© il governo birmano ha preferito non condividere gli incassi con l’UNESCO e destinare i restauri al lavoro forzato.

Pipe per l’oppio. Il Myanmar è il secondo produttore mondiale di oppio (8% del totale) da cui si ricavano eroina e morfina e di narcotizzanti, incluse le anfetamine. La coltivazione dell’oppio è diffusa sulle montagne nordorientali, ai confini con Laos e Thailandia, nel cosiddetto Triangolo d'oro. Secondo stime del governo americano le coltivazioni di papavero da oppio si estenderebbero per 163.000 ettari, da cui si ricavano circa 3000 milioni di tonnellate di gomma di oppio all’anno, sufficienti per produrre 250 milioni di tonnellate di eroina (venduta al dettaglio a 200.000-250.000 USD/Kg). Un affare colossale che scatena la mafia mondiale e avrebbe instaurato nel paese una “narcodittatura”, poiché secondo molti osservatori internazionali, i generali al potere si sarebbero arricchiti coi traffici di oppio ed eroina. La via del loppio passa ancora per questi sentieri.
Queste coltivazioni permettono a migliaia di famiglie di sopravvivere, ma diventano parte di un mostruoso ingranaggio, inconsapevolmente: chi coltiva l’oppio, spesso non sa cosa succede dopo, dopo la consegna del raccolto. In Myanmar si dice che non si muore per overdose, perché non si usano le siringhe, o per lo meno le usano in pochi. Sanno come e quanto fumare perché l’oppio fa parte della cultura: con 6000 K, l’equivalente di 6 euro, si può fare una bellissima pipata.

Superstizione. Kaba Aye Pagoda, Yangon, 15-01-2012. Una bella maga interpreta i numeri e legge la mano. I birmani credono a numeri, segni, stelle, spiriti e malocchio e consultano quotidianamente astrologi, cartomanti e chiromanti, prendendo alla lettera le loro indicazioni: per fissare la data delle nozze, decidere il colore del vestito, persino prima di un bivio stradale per scegliere da che parte girare. La superstizione è la delirante deformazione della religione che condiziona anche la politica: poche cose sono decise senza che governanti abbiano interrogato il consulente personale (uno per ciascuno tra le alte sfere).

Kyaik Htiyo, GOLDEN ROCK, 27-01-2012. E’ uno dei luoghi più sacri, visitato da migliaia di monaci e pellegrini provenienti da tutto il paese. La piccola pagoda è costruita su un enorme masso ricoperto di foglie d’oro, in equilibrio precario su un dirupo, dove sarebbe trattenuto da un capello di Buddha custodito all’interno.

Divieto di accesso alle donne. Le donne sono ritenute “impure”, fonti di tentazione incompatibili con la vita ascetica, perciò non hanno accesso diretto alla roccia e non possono applicare foglie d’oro, ma solo ammirarla da alcune terrazze recintate.

 

Kyaik Htiyo, GOLDEN ROCK, 27-01-2012. Un monaco eremita in pellegrinaggio, si riconosce dal cappello di cuoio e dall’abito monacale più scuro del consueto.

MONTE POPA, (Popa Daung Kalat, Montagna dei fiori), 21-01-2012. Ceneri vulcaniche rendono fertile il terreno con abbondanza di piante fiorite, orchidee selvatiche, gelsomini e fiori di ciliegio. E’il luogo in cui furono incoronati i re di Bagan nel II secolo, oggi la più importante sede di culto dei 37 Nat, Il complesso di templi e pagode è arroccato sulla cima di un vulcano spento (alt. 1.520 m. s.l.m.), raggiungibile salendo 777 gradini a piedi scalzi e facendo lo slalom tra scimmie dispettose in cerca di cibo.

Statua di Shin Nemi (Piccola Signora), MONTE POPA, 21-01-2012. E’ la custode dei bambini, le si rivolgono preghiere e offerte (anche giocattoli) quando si affinché i bambini facciano sonni tranquilli e superino gli esami scolastici. Il culto dei Nat è un residuo della’animismo integrato nel buddismo: sono gli spiriti più potenti, capaci di influenzare la vita quotidiana, ciascuno per diverse specialità (es. vincere al gioco, coronare un amore, rendere fertili, concludere affari, guarire malattie). La gente offre alle loro immagini ghirlande di fiori, denaro o cesti di frutta, e chiede favori (anche urlando, inginocchiandosi e battendo la testa sul pavimento).

FORESTE. LEGNAME PREGIATO. Circa la metà del paese è ricoperta di foreste che forniscono legname pregiato: teak, di cui il Myanmar è il principale produttore mondiale (75% del totale), bambù, pynkado e caucciù. Tuttavia rischiano di scomparire le concessioni per taglio e vendita di legname a favore di Thailandia e altri paesi asiatici non saranno limitate e se il contrabbando non sarà contrastato. Nelle foto: tronchi di teak preparati preparati per la lavorazione e Listelli di Bambù, base per gli orditi di case e cappelli.


Swedagon Pagoda, la pagoda più grande del MONDO fatta di tonnellate d'oro e diamanti! Il luogo più sacro del Buddismo Theravada!

SHWE DAGON PAYA, Yangon, 15-01-2012. Simbolo della Birmania, il centro spirituale buddista più sacro e venerato del paese, con la più grande pagoda del mondo, in cui tutti sperano di recarsi almeno una volta nella vita. E’ un complesso di pagode, monasteri stupa, statue, templi, reliquiari, padiglioni, risalente a circa 2.500 anni fa. Il nome deriva da shwe ( dorata), Dagon (nome dell’antica Yangon) e paya (cosa sacra). E’ detta montagna d’oro, perché, situata a nord del centro di Yangon, su una collina (alta 58 m) ed è ricoperta d’oro (2 tonnellate, 8688 lastre d’oro massiccio) e pietre preziose (5448 diamanti e 2317 tra rubini, zaffiri e topazi incastonati nella parte superiore dello stupa).

Lo stupa principale, che secondo la leggenda conserverebbe 8 capelli di Bhudda, si eleva per 98 metri su una grande piattaforma (5 ettari), visibile da tutta la città . Fu definita da Kipling mistero dorato, perché intrisa di misticismo. E’ un luogo di incontro e preghiera quotidiana, in cui si osservano abitudini del tradizionale stile di vita locale. La pace dell’alba e del tramonto regalano le emozioni più profonde. Si vede bene lo stupa principale e in basso parte dei punti planetari e delle piccole pagode che costituiscono la piattaforma.

 

 

 

La struttura dello stupa principale, a forma di campana, è decorata con 16 fiori di loto e modanature rivestiti di lamine d’oro (13.153 di 30 cmq. l’una) e si restringe verso l’alto con fasci di petali rivolti verso il basso e verso l’alto.

Il pinnacolo (hti) dalla forma a ombrello, pesa più di una tonnellata ed è costituito da 7 gradini di ferro rivestiti d’oro, cui sono appese 1065 campane d’oro e d’argento. La banderuola sulla cima si orienta col vento, ha 1100 diamanti incastonati e altre 1382 pietre preziose. Sul globo d’oro ci sono altri con altri 4351 diamanti, infine, sulla punta brilla un enorme diamante (76 carati) che riceve e riflette i raggi del sole emettendo fasci di luce che colorano la piattaforma di bianco, giallo, rosso e verde su punti indicati con precisione sul pavimento.

 

SHWEDAGON PAYA. Punto planetario della domenica. Sulla piattaforma sono collocati 8 punti planetari, che rappresentano gli 8 giorni della settimana secondo la cosmologia buddista. I fedeli si recano presso ogni punto corrispondente al giorno di nascita per offrire fiori, incensi, candele, acqua.


AGRICOLTURA

L’agricoltura è la maggiore risorsa del paese e impegna il 73% delle popolazione attiva. Il quadro generale è di arretratezza: la meccanizzazione è agli inizi, si usano ancora aratri, buoi, falce, lavoro manuale; le moderne tecniche per potenziare lo sfruttamento dei terreni, concimi e fertilizzanti sono sconosciuti o inutilizzati.

Il paesaggio è caratterizzato dalla quiete geometrica dei campi (16,7% del territorio; per 2/3 risaie. In passato la Birmania era il principale esportatore di riso al mondo, oggi è al secondo posto (per peso rappresenta il 97% della produzione totale di cibo), ma le vendite sono in sensibile calo.


ETNIE

Il Myanmar è un paese multietnico, conta ben 135 etnie, ciascuna con dialetti e tradizioni diverse. La maggioranza appartiene al ceppo tibetano-birmano: Bamar 68%, Rakhnine, Chin 9% e Kachin, segue il ceppo thailandese Shan 9% Il più numeroso nello Stato Shan); quindi i Karen 7% , Kayah, infine altri come Mon e Pa-ho (il secondo gruppo più numeroso dello Stato Shan), Siki e Padaung (etnia delle famose donne-giraffa). Vivono in India anche cinesi e indiani, emigrati per lavoro, soprattutto dopo la colonizzazione inglese.

ragazzina di etnia bamar

Etnia Pa-ho. E' la seconda etnia più popolosa dello Stato Shan e vive soprattutto nei dontorni di Kakku. Le donne pa-ho taccolgono i capelli sul capo, in modo simile ai Sikh, quindi li coprono con un turbante colorato, generalmente arancione a quadri e scacchi neri, oppure con un asciugamano.Indossano costosi abiti neri ricamati e cordati a colori, costituiti da una casacca e da un paio di pantaloni.

A sinistra: GUIDA PA-HO, Kakky, 30-01-2012. La regione che circonda Kakku è aperta al turismo solo dal 2000 ed è abitata da popolazioni Pa-ho, il secondo gruppo etnico più numeroso dello Stato Shan. Per visitare il sito è obbligatorio l'accompagnamento di una guida locale. Le donne Pa-ho si distinguono per l'acconciatura e l'abito tradizionali. Indossano un turbante a scacchi arancio e nero, oppure un asciugamano colorato avvolto intorno alla testa e un abito composto da casacca e pantaloni neri, bordato da ricami colorati.
Donne di etnia Padaung, note come "donna giraffa".

IMPORTANTE: L'iniziazione avviene a 5 anni, un’età in cui non è possibile manifestare un deliberato consenso: durante un rito, tra canti e danze, alle bambine sono applicati un collare di circa 3 kg. e spirali di ottone a braccia e caviglie. Ogni 2 anni si aggiunge un anello fino a raggiungere 10 kg. ed è possibile togliere temporaneamente solo l’ultimo pezzo.

 

I danni fisici sono irrimediabili: il peso e la trazione esercitata dalle spirali deformano progressivamente il collo, che si allunga fino a 23/30 cm. e abbassano la cassa toracica; il collo è intrappolato in una morsa che blocca la circolazione sanguigna e richiede quotidiani massaggi a braccia e gambe; i muscoli si atrofizzano, fino a rendere impossibile reggere il peso del capo senza collare, se il sostegno fosse tolto, la testa cadrebbe in avanti, bloccando la respirazione e causando la morte. Inoltre l’umidità tropicale e la costrizione degli anelli provoca un’abbondante sudorazione che causa infezioni e tumefazioni; i raggi solari arroventano l’ottone, percià², chi lo indossa deve stare all’ombra e arrotolarvi un asciugamano per proteggersi.

foto di Antonio Scimonelli presso il Lago Inle

foto scattata a Bagan


KAKKU PAYA (= posto di frontiera), 30-01-2012. Il sito archeologico è costituito da oltre 2800 stupa di diverso stile, disposti su file ordinate in un’area ristretta (circa 1 Kmq) a forma di piede di Buddha, sul fianco di una collina, a creare una sorta di foresta pietrificata di guglie alte 3-4 m. Forse fu costruito intorno al III a.C. da missionari buddisti inviati dall’imperatore indiano Ashoka. Molte pagode sono ben conservate, impreziosite da decorazioni a stucco raffiguranti divinità , spiriti e animali mitologici, altre sono insidiate da radici di piante che crescono ovunque. L’atmosfera è avvolta da un mistico silenzio, interrotto solo dal dolce tintinnio dei campanellini attaccati alla cima (hti), che scossi dal vento richiamerebbero spiriti e dei.

ARTIGIANATO: Il turismo è attirato anche dall’artigianato locale: lacche tradizionali, anche decorate in oro; dipinti (in sabbia, acquarelli e olio su tela); lavorazione di pietre preziose e monili; cotone e seta tessuti artigianalmente, ricavati anche da fibre di loto; carta, ventagli e ombrelli parasole dipinti a mano, marionette.

Basic Education School, presso i villaggi villaggio Pa-ho, Lago Inle, 25-01-2012.

ISTRUZIONE. E’ ufficialmente gratuita, ma come per l’assistenza sanitaria, i fondi sono scarsi perciò sono integrati da contributi sempre più esosi richiesti pretestuosamente alla comunità ad ogni occasione. Il livello dell’insegnamento è basso, ma non ci sono alternative: bambini vanno a scuola solo se i genitori hanno la possibilità economica di mandarli. Ciononostante la Birmania ha il tasso di alfabetizzazione più alto del Sud-est asiatico (tocca il 90%), fin dall’epoca della colonizzazione inglese.

Una fila di sandalini colorati ordinatamente riposti all’entrata della scuola elementare Si entra a piedi nudi: anche le scuole sono sacre!

 

L’edificio è un unico stanzone: due pareti mobili in legno e carta dividono tre classi miste, in cui si svolgono contemporaneamente lezioni per bambini di età diverse. La giovane maestra insegna l’alfabeto: indica le lettere sulla lavagna e i piccoli le ripetono in coro intonando filastrocche. Intanto i più grandi affrontano un compito in classe di inglese nell’aula a fianco.

L’educazione primaria comincia a 4 anni per la durata di un solo anno facoltativo. L’obbligo scolastico va dai 5 ai 16 anni di età , per 5 anni di elementari, 4 di medie e 3 di superiori. Chi prosegue all’Università frequenta: 4 anni per chimica, fisica, matematica e giurisprudenza; 6 anni per medicina, ingegneria, farmacia, informatica.

In alcune località case-collegio ospitano i bambini più ppoveri, che abitano lontano e non hanno i mezzi per raggiungere la scuola. Questa è la loro unica possibilità di accedere all’educazione. Gli insegnanti sono sottopagati, perciò insieme ai dipendenti pubblici sono i nuovi poveri e integrano il salario con lezioni private a caro prezzo.  
 

 

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